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Recensione di: Administrator
Dati principali:
  • Produttore: SUZUKI
  • Modello: GSF 650S Bandit K7
  • Anno di produzione: 2007
  • Motore: 4 cilindri
  • Cilindrata: 656cc
  • Potenza: 62,5kW (84CV) a 10500rpm
  • Coppia: 61.5 Nm a 8900rpm
  • Peso: 218kg a secco
  • Consuno extraurbano: 20km/l
Pregi:
  • comportamento stradale
  • posizione di guida
  • elasticità motore
  • prezzo
  • accoglienza passeggero
  • consumo
Difetti:
  • peso da fermo
  • protezione aerodinamica
  • serbatoio largo
  • frizione dura
  • spazio sottosella
  • mancano attacchi borse

BanditDopo diversi anni passati alla guida di una sportiva sentivo il bisogno di una moto comoda e poco impegnativa che permettesse un uso a medio raggio, ma senza disdegnare il piacere della guida sportiva durante un giro domenicale.
Per la scelta non mi sono fidato dei giudizi delle riviste e ho voluto provare ogni candidata in modo da non avere sorprese quando ormai sarebbe stato troppo tardi. Armato di pazienza ho passato più di un mese al telefono e per concessionarie e alla fine mi sono ritrovato a dover scegliere tra la sportiva e costosa Yamaha Fazer 600 S2 e la turistica Suzuki Bandit 650S. Devo ammettere che se la Fazer fosse stata in pronta consegna probabilmente avrei scelto lei, ma con il senno di poi posso affermare che la Bandit è stata una scelta azzeccata.

Un'occhiata da fermo
Da ferma la Bandit appare molto lunga e massiccia. Il motivo è che gran parte della meccanica è in comune con la 1250. Confrontando i 2 modelli si nota che il motore esternamente è identico, così come il telaio, lo scarico, il radiatore i freni e la carrozzeria. Le differenze sono limitate alle sospensioni, alla ruota posteriore e alla presenza dell'ABS di serie sulla 1250. Questo, come detto, porta la 650 ad apparire sovradimensionata (ma è anche garanzia di solidità) e anche il peso è molto simile per le due cilindrate, risultando sicuramente sopra la media per la moto più piccola. In effetti le manovre da fermo non sono agevoli, soprattutto in presenza di fondi non lisci e magari in pendenza. Una volta in movimento però il peso non è più un problema e anche sullo stretto e a bassa velocità la moto è sufficientemente agile e facile da condurre.
La strumentazione è composta da un contagiri analogico con zona rossa a 12500 giri e da un pannello LCD che comprende il tachimetro, il livello carburante, l'ora e il contachilometri totale e due parziali. Non sono presenti l'indicatore della temperatura dell'acqua e quello della marcia inserita. I comandi al manubrio, uguali a quelli di molti altri modelli Suzuki, sono semplici ma comodi e comprendono il comando per i lampeggianti di emergenza. Meno riuscite le manopole che offrono poco grip se impugnate senza guanti e quella dell'acceleratore soffre di un gioco eccessivo in senso assiale che risulta molto fastidioso durante la guida. Rispetto alle concorrenti la Bandit monta di serie la frizione idraulica, che però risulta piuttosto dura da azionare, e le leve al manubrio sono entrambe regolabili. Gli specchi sono distanti ma ampi e stabili.
Le sospensioni offrono un minimo di regolazione: la forcella può essere regolata nel precarico molla, mentre il mono posteriore aggiunge anche il comando del freno in estensione. Il forcellone posteriore appare di realizzazione economica, così come il meccanismo per il tensionamento della catena. I freni anteriori hanno i dischi flottanti di 310mm di diametro abbinati a pinze a quattro pistoncini, mentre al posteriore si trova un disco da 240mm. I pneumatici di primo equipaggiamento sono Bridgestone Battlax BT011 davanti e BT020 dietro. Di serie il cavalletto centrale che impone un discreto sforzo sia per issare la moto sia per farla scendere.
La sella è molto ampia e ben conformata e la parte adibita al pilota può essere sollevata di 20mm rispetto alla posizione standard. Il cuscino del passeggero è ben imbottito e la presenza della maniglia posteriore promette viaggi comodi anche per il trasportato. La sella può essere rimossa mediante una serratura a chiave e sotto trovano posto la batteria, la centralina elettronica e un piccolo vano che può contenere gli attrezzi e poco altro. Purtroppo bisogna rimarcare che realizzando in modo più intelligente la plastica sottosella si sarebbe potuto ricavare molto più spazio, invece così com'è è problematico trovare lo spazio anche per un lucchetto bloccadisco.
Le finiture appaiono accettabili per una moto di questo prezzo, ma sarebbe sicuramente stata preferibile un magior cura nella realizzazione dei cablaggi che spesso in corrispondenza dei connettori mettono in mostra i fili elettrici e nelle zone nascoste appaiono un po' disordinati. I connettori raramente sono di tipo impermeabile.

Su strada
Una volta in sella si gode di una posizione rilassata e naturale, poco caricata sui polsi. Solo le gambe risultano abbastanza divaricate a causa della larghezza del serbatoio e del telaio. La sella comoda e le pedane non troppo alte assicurano viaggi di tutto relax.
Il motore è discretamente elastico e riprende con buona spinta già da 2000giri/min, il meglio però lo sfodera dopo i 6500 anche se al salire dei giri aumentano anche le vibrazioni al manubrio. Ovviamente non si ha l'esuberanza agli alti regimi tipica delle naked più sportive perchè la filosofia che sta dietro alla progettazione di questo motore ha mirato più al piacere di guida ai bassi regimi, e poi bisogna anche tener conto del peso notevole. L'elasticità del motore permette di inserire la sesta quasi in ogni situazione e poi di guidare dimenticandosi del cambio. L'unico appunto che posso fare è che nella guida a velocità costante con un filo di gas si avverte una leggera irregolarità nel tiro del motore, forse dovuta al sistema di aspirazione a doppia farfalla di cui una comandata dall'acceleratore e l'altra dalla centralina elettronica. Nella guida on/off la moto è molto meno brusca di tante altre e facendo un po' di attenzione si riesce ad aprire il gas senza nessun sussulto.
Il cambio è tenero e ben manovrabile, la folle è facile da trovare e solo occasionalmente mi è capitato qualche lieve impuntamento. Forse però avrei preferito una sesta più lunga perchè a 100 km/h il motore è già a 5000 giri/min il che vuol dire che a 130 km/h dovrebbe stare sui 6500 giri, con quello che ne consegue in termini di consumi e vibrazioni.
La protezione aerodinamica offerta dal cupolino di serie è sufficiente, ma oltre i 100km/h si incomincia ad avvertire la pressione dell'aria sulle spalle e sulle braccia, mentre il casco è sempre esposto all'aria, anche se l'assenza di vortici non rende la cosa stancante. In commercio esistono dei parabrezza maggiorati che possono essere montati abbastanza facilmente anche senza l'aiuto di un meccanico. Il pi facile da reperire quello della GiVi (va bene il modello 2005) al costo di circa 75 euro. Una volta montato risulta incredibilmente efficace nel riparare il pilota almeno fino ai 130km/h, anche se si avverte qualche vortice a livello del casco. L'unico difetto è che si trova solo di colore fumè e a mio avviso appesantisce un po' la vista frontale della moto.
Il comportamento dinamico della moto mi è parso soddisfacente in ogni condizione. L'impostazione della ciclistica privilegia la stabilità rispetto all'agilità e per questo motivo la moto è facile e rilassante da condurre su qualsiasi tipo di strada. La discesa in piega è fluida e la sensazione di aderenza è sempre elevata, merito anche delle ottime coperture. Solo spingendo si incomincia ad avvertire un po' di sottosterzo. La sospenzione posteriore mi è parsa un po' dura e secca sulle asperità, ma è bastato scaricare la molla di una posizione per sistemare la cosa. Considerate che io sono leggero, quindi per molte persone le impostazioni di fabbrica potrebbero già essere buone.
Il motore e lo scarico trasmettono un parecchio calore ai piedi e alla parte bassa delle gambe. In giornate calde potrebbe rivelarsi fastidioso, ma se indossate degli stivali probabilmente non ci farete neanche caso.
Il consumo medio rilevato durante un viaggio di circa 700km di cui circa 200 su autostrada, 100 su strade urbane e i rimanenti su strade extraurbane o di montagna,si attestato sui 20 km/l circa. Un risultato di tutto rispetto considerando che è stato ottenuto senza impiegare nessun accorgimento particolare per risparmiare carburante: autostrada a 120-130 km/h e guida sportiva in montagna.
Una cosa che mi ha stupito è la mancanza del dispositivo che spegne le frecce dopo tot metri, molto utile perchè dimenticarsi la freccia accesa in moto può essere molto pericoloso. Ce l'avevo sulla mia vecchia moto (una Yamaha FZR del '92) e non capisco perchè non ci sia anche su questa...
Purtroppo non sono previsti di serie degli attacchi per le borse rigide. Chi le volesse deve montare un telaietto piuttosto brutto che obbliga anche a spostare le frecce posteriori e questo, secondo me, è un grosso neo per una moto dalla vocazione turistica. Si può rimediare sfruttando l'ampia porzione di sella adibita al passeggero per fissare un bagaglio con la "ragnatela" elastica, ma ovviamente se serve molto spazio, e se si è in due, non si può prescindere dal montare le borse.

In definitiva consiglio la Bandit 650 S (e anche la 1250) a chiunque voglia una moto facile per gite a breve/medio raggio, ma che non disdegna qualche puntata veloce in montagna per divertirsi. Il prezzo è imbattibile già di listino e considerando gli sconti che si riescono a spuntare su questi modelli direi che dovrebbe essere un grosso incentivo all'acquisto.

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